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Quiete pubblica disturbata da una madre che litiga con un ragazzo PDF Stampa E-mail
 

Scritto da Utente Internet, 01-09-2009 10:36

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Pubblicato in : News dal sito, Utenti

Tags : News dal sito, Utenti, Quiete pubblica disturbata da una madre che litiga con un ragazzo facendo voltare l'intera spiaggia

Procida, spiaggia della lingua - Un Gruppo di ragazzi è da un anno che allestisce un piccolo campetto di pallavolo per passare il tempo in spiaggia in compagnia degli amici turisti che vengono da ogni parte d'Italia.

Dopo un anno, a disturbare la quiete pubblica con una scenata da far girare l'intera spiaggia e relativi bagnanti, due bambini che ricorrono alla madre per difendere la loro colpa.

Il ragazzo e la madre dei bambini litigano per 15 minuti su chi ha ragione e chi ha tolto.

Procida 31 Agosto 2009

Spiaggia della Lingua - Da un anno ad oggi un piccolo gruppo composto da ragazzi di varie età costruisce in spiaggia un piccolo campetto di pallavvolo con ciò che trovano in giro (canne spezzate, corde inutilizzate, sassi, e roba simile) per passare un po' di tempo. La particolarità di questi ragazzi è la loro organizzazione: studiano il modo di creare il campo ove non c'è gente e in modo da non dar fastidio a chi si prende il sole o si fa un bagno, oltre questo giocando anche in modo moderato per evitare che palloni indesiderati colpiscano chi non è in gioco o effetti personali altrui; infine in base al numero di giocatori si organizzano per far giocare tutti senza creare troppa confusione e ciò favorisce maggiormente il miglioramento del gioco in quanto chi temporaneamente è fuori campo si occupa di bloccare la palla quando essa può creare disturbo.

Oggi a distruggere la quiete di questo gruppo e dei bagnanti arriva una signora che urla contro uno di questi ragazzi in quanto sembrerebbe che quest'ultimo abbia tentato di allontanare il figlio di questa signora e l'abbia, involontariamente, fatto cadere. Lo "spettacolo" conivolge tutta la spiaggia facendo girare chi era tranquillo sotto gli ombrelloni o in mare. In un primo momento la litigata dura pochi minuti e termina con l'allontanarsi della signora, ma poco dopo ritroviamo la signora e il ragazzo nuovamente all'attacco e questa volta la discussione sembra durare parecchio.

Alla fine la signora prendendo i figli ed i parenti va via (circa le ore 19) con aria arrabbiata ma intervistando i ragazzi riguardo l'accaduto riusciamo a capire il motivo del litigio:

Reporter: "Ciao, vi va di dirci cosa è accaduto?"

Ragazzo: "Ho litigato con quella signora per via del figlio, in pratica noi è da un anno che costruiamo questo piccolo campetto per giocare e passare tempo in compagnia anche di amici di Napoli, non abbiamo mai dato fastidio a nessuno e nessuno mai ha dato fastidio a noi. Quest'oggi però, come già successo in passato, i figli di quella signora vengono e buttano al vento il nostro lavoro spezzandoci le canne, strappando la corda e lanciando sassi quà e là...avevo chiesto con gentilezza ai ragazzi di smetterla, poi ho fatto richiesta ai genitori ma visto il loro menefreghismo ho tentato di portare i bambini dalla madre e cercare di farmi considerare un po' di più. Nel tentare di prenderli, uno dei due esso è caduto e si è sporcato in viso con un po' di sabbia...subito si è messo a piangere e la sorella mi ha incolpato di averlo «buttato» in terra. Il bambino secondo me non si è fatto niente in quanto ha avuto la fortuna di cadere sulla sabbia morbida ove non ci sono pietre nè altre cose...però la mamma credendo più alla figlia che a me ha iniziato ad incolpalmi, io mi sono solamente difeso spiegandogli il tutto."

Reporter: "Abbiamo sentito che la signora negava. Cosa negava?"

Ragazzo: "Come ho già detto già in precedenza i bambini hanno più volte disturbato la nostra tranquillità come ad esempio hanno bucato le ruote alla bici di un mio amico, hanno tirato i sassi, mi hanno sputato sulla schiena...ed io non ho mai reagito contro di loro e mi sono sempre recato dalla madre, dalla zia e dai fratelli dei bambini senza che questi prendessero mai  provvedimento. Ci sono mie amiche qui presenti che sono andate 3 volte in un sol giorno, altre mie amiche sono partite e ma potrebbero confermare che la signora nonostante i testimoni ha sempre negato ogni avvertimento, affermando che nessuno gli aveva mai detto nulla."

Reporter: "Come mai dopo che si è allontanata tu l'hai fatta tornare?"

Ragazzo: "In pratica la signora aveva chiuso il discorso, facendo tutto da sè, ed allontanandosi e così ho fatto anche io pensando che essa non era persona con cui si poteva discutere civilmente. Lei urlava sempre di più ed io per non farmi mettere i piedi in testa alzavo la voce. Mi dispiace solo di aver fatto girare tutta la spiaggia su una questione che poteva essere chiarita con poco. Comunque...tornata sotto il suo ombrellone le ho sentito dire chiaramente «è stato fortunato, a questo lo dovrei mettere con la testa sotto sabbia» ed io qui non ci ho visto più, è stato un attimo di debolezza e gli ho risposto «io sto qui, mi faccia vedere» così è tornata all'attacco e abbiamo continuato a discutere ancora un po'."

Reporter: "Voi ragazzi? Avete commenti?"

Amico 1: "Noi crediamo al nostro amico perchè sappiamo che lui non mente e non è mai stato violento, eravamo presenti...tutti noi abbiamo visto quanto è successo e ciò che ha detto è la pura verità. Volevamo intervenire anche noi contro la signora a sua difesa ma ci è stato impedito da lui in persona."

Amico 2: "Si è vero che forse il nostro amico ha sbagliato da una parte a rincorrere i bambini ma d'altra parte non è che è stato lui a farlo cadere, il bambino è inciampato da solo."

A questo punto un gruppo di passanti con casa estiva a Procida e che conoscono i ragazzi si fermano e seguendo l'intervista richiedono la parola:

Persona 1 Gruppo: "Conosciamo questi ragazzi e proprio loro non sono gente diciamo «cattiva», nel senso che non vogliamo accusare la signora però possiamo dire con certezza che questi ragazzi non hanno mai disturbato persone con il loro gioco, anzi la loro allegria, le loro risate, il loro gioco ha contaggiato un po' tutti i bambini della spiaggia tanto è vero che nei mesi di Luglio/Agosto si formavano gruppi dai 6/7 anni fino a 17 e chiedevano di giocare con loro. Non sempre hanno avuto un si perchè in spaiggia c'era troppa gente...ma la maggior parte delle volte con quel «si» hanno rallegrato i nostri figli/nipoti. Essendo più piccoli facevano giocare prima loro e tra di loro ed al termine giocavano i grandi. Non sappiamo molto rigurdo oggi, ma noi gli diamo ragione."

Persona 2 Gruppo: "Inoltre dobbiamo fare una lode a questi ragazzi che ogni giorno dopo aver terminato di giocare rimettono tutto il materiale dove l'hanno trovato e fanno tornare il terreno di gioco così come era in partenza, naturalmente lasciano anche le pietre!"

Reporter: "Un ultima domanda, al termine della discussione abbiamo visto che ti sei messo in disparte al posto di giocare dopo, come hai detto tu, mezz'ora di lavoro. La domanda è: Perchè?"

Ragazzo: "In pratica da una parte mi vergognavo un po' per lo spettacolo reso alla spiaggia in quanto non siamo gente che si mette in mostra con queste baggianate d'altra parte ho pensato che era la cosa migliore, perchè se mi mettevo a giocare potevano pensare che io avessi tolto in quanto, solitamente, solo chi ha la faccia tosta o è davvero colpevole dopo una litigata del genere fa finta come nulla sia accaduto!"

A queste ultime parole del ragazzo gli amici ed il gruppo lo sostengono più che mai. Si sentono dei "bravo, bravo" e dei "così si fa e si parla!".


"Non c'è più gente che parla e pensa in questo modo", "Però vorrebbe!"
 
Utente da Internet

Ultimo aggiornamento : 01-11-2009 19:12

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