A Procida è in piena bufera il servizio del 118. Nel mentre rischia lo sfratto dai locali ove attualmente è sistemato, scoppia la protesta di medici, infermieri, autisti soccorritori – per la precarietà igienico sanitaria e dei sistemi di sicurezza in cui sono costretti da tempo ad operare e che si è ulteriormente accentuata negli ultimi giorni.
Il servizio è ospitato in due locali a piano terra del vecchio convento “Albano Francescano”, una fondazione che assiste i malati poveri dell’isola.
Spiega il dottor Franco Coppola, procidano, uno dei medici impegnati nel
servizio: “ Da qualche giorno nella struttura agiscono due cantieri:
uno dell’Albano Francescano che sta mettendo a punto un risistemazione
dei locali per meglio adempiere ai suoi scopi istituzionali, l’altro,
aperto dalla stessa ASL Napoli 2, per smantellare la tromba di un
vecchio ascensore ormai fuori uso.
Il fatto comporta difficoltà
operative e pericoli non indifferenti: fili volanti della corrente
elettrica, camion che intralciano il passaggio di operatori ed ambulanze
di soccorso, bombole di ossigeno sistemate alla rinfusa per mancanza di
spazi, polvere, rumori e calcinacci in ogni dove. Il che significa
logorio mentale e problemi materiali da affrontare e risolvere in un
servizio improntato in una logica di urgenza ed emergenza. I nostri
dirigenti, a cui ci siamo rivolti da tempo, pur riconoscendo la
validità delle nostre ragioni, ci dicono di pazientare.
Ma non ne
possiamo più. Se da un lato non ce la sentiamo di incrociare le braccia
perché siamo consapevoli dell’importanza del servizio, dall’altra parte,
proprio per la delicatezza che comporta, chiediamo provvedimenti
adeguati, in grado di farci lavorare in ambienti sani e sicuri”.
Intanto l’ente proprietario dei locali si appresta a deliberare lo
sfratto all’ALS Napoli 2. “ L’azienda sanitaria – dice l’avvocato Mario
Cascone, presidente dell’Albano Francescano, - è inadempiente ed
abusiva. Dall’aprile del 2009 il contratto di fitto è scaduto e non è
stato più rinnovato.
Dopo una serie di infruttuose trattative, con i
direttori Ateniese e Nardone, riuscimmo a varare un verbale d’intesa per
la riscossione di fitti arretrati e il rilascio di alcuni locali che
servono all’ente per meglio adempiere ai suoi fini statutari. Purtroppo è
rimasto tutto in alto mare”.“Conosciamo bene la situazione – dicono
all’ASl – e ci stiamo adoperando a risolverla. Stiamo reperendo nuovi
locali ove trasferire, momentaneamente, il servizio 118”.
Conferma il
sindaco dell’isola Vincenzo Capezzuto: “Ho chiesto ed ottenuto dai
responsabili dell’ASL l’impegno a sistemare la vicenda. Il servizio 118,
specie per noi isolani, è fondamentale”.
DOMENICO AMBROSINO
Ultimo aggiornamento : 06-06-2010 20:14
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