Procida. Gli organizzatori della Sagra del Vino scrutano il cielo nuvoloso . Ieri la pioggia scendeva giù a catinelle. I 55 volontari impegnati nella manifestazione sperano logicamente in una giornata di sole.Comunque, non si scoraggiano e non si arrendono e rilanciano: < A tanta acqua risponderemo stasera con un oceano di vino!>.
La decima edizione della sagra procidana non si ferma. L’evento – che stasera tocca il punto più intenso con una vera e propria notte bianca da vivere nel quartiere della SS. Annunziata – è partito alla grande.
A Terra Murata, nell’ex Conservatorio delle Orfane, l’introito culturale con esperti e studiosi del vino, accompagnati dai rappresentanti di numerose aziende vinicole campane, ha visto la partecipazione di una folla straordinaria. Ieri sera, analogo successo ha riscontrato, nell’ex chiesa di San Giacomo, la presentazione del libro “Il vino e i suoi simboli. Miti e riti dalle origini all’isola di Procida”, scritto dal giovane antropologo isolano Riccardo Scotto di Marrazzo. Stamane, alla “Regata del Vino”, organizzata dalla sezione procidana della Lega Navale Italiana, partecipano 58 barche, il numero massimo consentito.
Gli alberghi sono tutti pieni. Numerosi vacanzieri, pur di non rinunciare alla serata finale, hanno prenotato nella vicina isola d’Ischia. Si accontenteranno di vivere la festa fino all’una di notte, quando ripartiranno per Ischia con l’ultimo traghetto utile da Marina Grande. Procida si tuffa nel vino.
Il viaggio enogastronomico iniziato ieri sera al G. M. Bar, attraverso la rievocazione del rito del “Palmient”, ovvero il convivio dei contadini procidani a fine vendemmia, proseguirà stasera con la grande “abbuffata” delle pietanze procidane allestite dai ristoratori e dalle donne dalla “grancia” della SS. Annunziata.. Mezze maniche con pesce spada e melanzane, tubettoni con zucca e calamari, caserecce, cozze e vongole su vellutata di ceci, pasta e zucca con provola, zuppa di fagioli, salsiccia alla brace e mortadella ai carboni: questi i piatti forti a cui faranno seguito le diverse pizze ( dalle classiche napoletane alle isolane con scarole e cipolle), con le “pizze ronce”, graffe, pastiere e crostate finali.
Il tutto innaffiato con duemila litri di vino sincero prodotto da uve “uanta”, “aglianico”, “biancolella”, “pere ‘e palummo”, nei vigneti delle zone del Cottimo, Pesone, Starza, Pioppeto, Vigna, Centane, Ciraccio e Solchiaro. Tutto ciò in un contesto di canti, danze, musica, tanta allegria, già benedetto anche dal parroco don Vincenzo Vicidomini che, intervenendo nel dibattito innescato dal libro di Riccardo Scotto di Marrazzo ha ricordato come “la Bibbia condanni l’ebbrezza ma non il vino, esaltandolo a simbolo della felicità e dell’amore ”.
Quest’anno, insieme alle band locali, è prevista la partecipazione del gruppo napoletano “Oh, oh, abballamm!” che presenterà una serie di tammurriate campane e pugliesi. Ai 5000 visitatori previsti il vino sarà servito in un bicchiere decorato, custodito in un marsupio cucito a mano dalle donne della parrocchia che, insieme all’associazione “Vini e Vigneti” promuove la festa. Il contributo minimo di partecipazione è di 12 euro. Il ricavato sarà, come gli altri anni, devoluto in beneficenza. Un servizio d’ordine di volontari, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Urbana, vigilerà per tutta la notte per assicurare la piena riuscita della manifestazione.
DOMENICO AMBROSINO
Ultimo aggiornamento : 09-11-2009 09:29
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