Picchia il padre e la sorella, successivamente li deruba e viene arrestato. Intanto nella notte vanno a fuoco le abitazioni dei due malcapitati, con tanta paura da parte dei vicini di casa. Mezzanotte di fuoco, l’altra notte, a Procida. Botte da orbi, un furto con scasso, un misterioso incendio, hanno tenuto sveglio il quartiere di via Libertà, proprio alla spalle del porto di Marina Grande.
A pomeriggio inoltrato, Silvio Lubrano Lobianco, soprannominato “Chiarastella”, 37 anni, giardiniere, un passato da tossicodipendente, sfonda la porta della casa della sorella Antonietta, 42 anni, sposata con figli, la quale, da qualche tempo, proprio per sfuggire al clima non proprio idilliaco che si è creato col fratello, si è trasferita per vivere, insieme al padre Michele, nell’abitazione del suocero, in via Libertà. Silvio è una furia.
Entrato in casa inizia ad urlare e a picchiare la sorella e il padre settantaquattrenne. La figlia diciottenne di Antonietta si precipita in strada e invoca aiuto. La stazione Carabinieri è a 30 metri, Gli uomini del maresciallo Salvatore Cuppone accorrono subito. Silvio viene condotto in caserma. Ma si sente male e quindi viene accompagnato presso il presidio sanitario isolano di via De Gasperi. Ma ci resta poco.
Nemmeno il tempo di farsi medicare alcune escoriazioni: fugge dal Pronto Soccorso e ritorna a via Libertà per portare a termine la sua impresa nella casa della sorella. Vi penetra furtivamente, ruba 520 euro, due telefonini e una collana, ma quando crede di averla fatta franca, trova i Carabinieri giù al portone che l’arrestano. Intanto si è creato un clima di tensione nel quartiere.
A casa di Antonietta arrivano i cognati per proteggerla dalle minacce; anche altri due fratelli di Silvio accorrono sul posto. Volano improperi, parolacce, a qualcuno par di sentire frasi minacciose rivolte ai cognati di Antonietta, i Parascandola, una storica famiglia di pescatori dell’isola: . Nella notte, a fuoco ci va veramente non il peschereccio, ma le case, per fortuna vuote, di Antonietta e Michele Lubrano Lobianco, ubicate a via Scipione Brandolini, una traversa di via Libertà.
Le fiamme minacciano di estendersi . I vicini danno l’allarme. L’intervento della squadra dei volontari del gruppo della Protezione Civile, guidati da Antonio Meglio, è puntuale ed efficace. I volontari per domare le fiamme lavorano come dannati per quattro ore, fino alle cinque di mattina. Le abitazioni subiscono gravi danni: dichiarate inagibili, con le stanze da letto distrutte, restano sotto sequestro penale. Chi è stato il piromane?
Certamente non Silvio Lubrano Lobianco che dopo l’arresto, proprio per far decantare il clima di tensione fra le due famiglie in conflitto, è stato condotto dal maresciallo Cuppone nelle camere di sicurezza della compagnia dei Carabinieri di Ischia. Oggi sarà giudicato per direttissima. Su tutta la vicenda pesano, comunque, questioni ereditarie e un furto di oltre 120mila euro compiuto proprio nella casa incendiata di Antonietta Lubrano Lobianco, alcuni mesi fa, e ancora avvolto nel mistero.
DOMENICO AMBROSINO da IL MATTINO
Ultimo aggiornamento : 30-06-2009 22:07
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