Solo un miracolo ha evitato vittime ed ha salvato la chiesa di San Giuseppe alla Chiaiolella dall’incendio che, martedì sera, ha devastato l’attigua sala parrocchiale Pio XII.
Ora si contano i danni e si attendono le perizie assicurative. La struttura
ha subito una serie di danneggiamenti ai solai e alle pareti, con il
crollo di calcinacci ed intonaci. La sala è stata, perciò, interdetta
all’uso da un’ordinanza a firma del sindaco Gerardo Lubrano, in
attesa delle opportune verifiche strutturali ed impiantistiche, con
i conseguenti lavori, per ripristinarne le condizioni di agibilità.
Sono andati completamenti distrutti una serie di arredi sacri – tra
cui un prezioso trono artigianale in legno, ricoperto di oro zecchino,
dedicato a S. Giuseppe, risalente al 1700.
In fumo anche decine di volumi,
nonché una serie di attrezzature teatrali utilizzate dai giovani di
Azione Cattolica. L’attigua chiesa (subì un incendio nell’agosto
del 1946), non ha patito danni strutturali. Completamente annerite
le pareti, con il pavimento ricoperto da una pesante coltre di cenere.
Le funzioni religiose sono state sospese. Proseguiranno presso la Cappella
di S. Maria degli Agonizzanti, a via Solchiaro. Fedeli e volontari sono
già all’opera per le opportune operazioni di pulizia del tempio che,
si spera, possa riprendere a funzionare, già domenica prossima.
I primi
accertamenti non hanno consentito di individuare le cause del sinistro.
Resta l’ipotesi del corto circuito, ma non si escono altre cause anche
in considerazione del fatto che alcuni persone, abitanti nelle vicinanze,
al momento in cui è probabilmente iniziato l’incendio (intorno alle
17,30) hanno udito un forte boato.
Intanto sono scoppiate vivaci polemiche
a riguardo dell’opera di spegnimento dell’incendio messo in atto
dal gruppo dei volontari della Protezione Civile, guidato da Antonio
Meglio. Nel corso dell’operazione, durata quasi quattro ore, si sono
vissuti momenti di panico ed angoscia. E per qualcuno che potesse
essere rimasto intrappolato in chiesa, e per il timore che le
fiamme potessero espandersi. Specie quando si è appreso che i Vigili
del Fuoco del distaccamento di Ischia, nonostante le richieste del sindaco
Lubrano e del maresciallo dei Carabinieri Pagliaroni, nicchiavano per
un loro intervento.
< Un fatto è certo –
dice Angelo Costagliola, capitano marittimo – Fermo restando l’abnegazione
e il coraggio dimostrato dai volontari, non è più tempo di eroismi.
Procida ha bisogno di un sistema di protezione civile sicuro e moderno,
atto a fronteggiare emergenze ed urgenze. Ieri, i nostri bravi volontari
hanno dovuto ricorrere agli autorespiratori di riserva messi a disposizione
dalla compagnia di navigazione “Procida Lines”. Non è possibile
andare avanti in questo modo. O si danno a questi giovani le attrezzature
adatte, oppure ci si dia da fare per l’istituzione di un reparto dei
Vigili del Fuoco sull’isola>.
Il sindaco Gerardo Lubrano concorda: < Da tempo ci stiamo attivando a riguardo. La sicurezza
ha normative precise. Stiamo cercando una struttura adatta allo scopo,
come richiesto dalla Protezione Civile regionale. Nel frattempo è giusto
ed opportuno potenziare al massimo il gruppo dei nostri volontari>.
I quali, di recente sfrattati dalla struttura comunale ove alloggiavano,
hanno minacciato le dimissioni in blocco.
DOMENICO AMBROSINO
IL MATTINO di giovedì 8 gennaio 2009, a pag. 45, con il titolo "PROCIDA
DIMENTICATA DAI VIGILI DEL FUOCO", a firma di Domenico Ambrosino
BOX
La sala parrocchiale Pio XII, alla Chiaiolella, è uno spazio vitale per l’intera comunità procidana.
Costruita alla fine degli anni cinquanta, su di un terreno donato alla
parrocchia, è un po’ il fiore all’occhiello del Santuario di San
Giuseppe. Il parroco Monsignore Michele Ambrosino, 85 anni, che regge
la chiesa dal 1956, l’ha fortemente voluta per promuovere dibattiti
ed attività di carattere sociale e culturale. La struttura è stata
sempre messa a disposizione di gruppi ed associazioni di ogni ideologia.
Ogni estate, da oltre mezzo secolo, ospita la Fiera del Libro. Manifestazione
che, insieme alla lettura, promuove dibattiti e confronti su tematiche
politiche, religiose, culturali. Negli anni, nella Sala Pio XII, sono
passati personaggi del calibro di padre Ernesto Balducci, del vescovo
d’Ivrea Monsignor Luigi Bettazzi, del teologo Bruno Forte, degli scrittori
Italo Alighiero Chiusano, Michele Prisco, del poeta Mario Luzi,
dei giornalisti Paolo Giuntella, Antonio Lubrano, ecc.
Ultimo aggiornamento : 08-01-2009 16:10
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