Il Faro di Procida deve tornare alla sua funzione di guardiano del mare della zona costiera e non solo. La struttura, che va completamente riparata dopo i danni subiti da vari raid teppistici, diventerà un Centro Studi di educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile delle isole e delle aree costiere nell’area marina protetta del “Regno di Nettuno”.
Il consiglio Comunale dell’isola ha approvato, all’unanimità, la
proposta, sollecitata da un’interrogazione del gruppo di minoranza
“Procida Insieme”, riprendendo il vecchio progetto dell’allora assessore
al mare Salvatore Costagliola. Ma, poiché, a tutt’oggi, l’ex Faro non
risulta inserito nei beni demaniali trasferibili, il Comune che allora
aveva chiesto una concessione cinquantennale dell’area, rinnoverà allo
Stato la richiesta di acquisizione della struttura attraverso il suo
inserimento nel prossimo elenco dei beni nell’ambito del cosiddetto
“federalismo demaniale”.
Spiega l’avvocato Luigi Muro, attuale
presidente del civico consesso procidano: “ Già nel 2008,
l’Amministrazione Comunale si attivò a che tutta l’area militare in cui
sorge l’ex Faro potesse essere resa fruibile alla gente, specie durante
il periodo estivo, essendo una zona che si presta all’uso balneare.
Dopodichè, insieme all’assessore Costagliola, presentammo un progetto di
valorizzazione ed uso della struttura, affidandone la redazione
all’Istituto internazionale “Stop Disaster” di Napoli, presieduto dal
prof. Ugo Leone. Quel progetto va ora ripreso ed eventualmente rivisto,
alla luce delle nuove normative, perché è sicuramente utile per lo
studio dei fenomeni ambientali, in particolare quelli legati
all’ambiente marino. Il tutto in un’ottica ed in perfetta sinergia con i
programmi di sviluppo sostenibile dell’isola e della gestione del parco
marino “Regno di Nettuno”.
Il neo presidente della Pro Loco di Procida Peppe Giaquinto si associa
entusiasta: “Il fenomeno della mucillagine di questi giorni, i pericoli
di inquinamento derivanti dal cattivo funzionamento dei depuratori, la
necessità di proteggere e tutelare la posidonia ancora presente nel
nostro mare, rendono necessario ed urgente il varo del progetto. Il
Comune dia perciò fondo a tutte le energie per reperire i finanziamenti
necessari ed ottenere il via libera dal Demanio”.
Secondo il progetto elaborato dall’Istituto Stop Disaster le attività
del centro sono variamente articolate. Oltre a promuovere la riflessione
e il confronto scientifico sullo sviluppo sostenibile, la tutela
ambientale e la gestione integrata delle aree costiere, il Centro Studi,
anche attraverso il supporto della televisione digitale, terrestre e
satellitare, avrà il compito di diffondere temi ed informazione di
carattere ambientale con programmi tematici destinati a bacini di utenza
nazionali ed internazionali (Europa, Mediterraneo, America).
Formazione, aggiornamento, addestramento, educazione ambientale, sono
l’obbiettivo finale. Un pool di esperti di chiara fama sarà incaricato a
redigere le linee programmatiche e di procedere alla progettazione
esecutiva delle attività.
Il Faro di Procida, ubicato in località Pioppeto, in una zona da
paradiso terrestre annegata in una folta macchia mediterranea, agli
inizi del 2009, è stato oggetto di una vera e propria devastazione da
parte di ignoti. I vandali, probabilmente provenienti dal mare, hanno
distrutto pareti, mobili, suppellettili, arredi, dei locali ove
alloggiava il guardiano fanalista. Danni ha subito anche il quadro
elettrico che consente l’accensione e lo spegnimento del faro,
prontamente riparato dal signor Claudio Palumbo, responsabile tecnico
dei fari, residente a Miseno.
DOMENICO AMBROSINO
Ultimo aggiornamento : 29-07-2010 10:32
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