A Procida, un’ondata impressionante di richieste di “permessi” per aggirare il divieto di circolazione imposto dall’ordinanza sindacale che istituisce le targhe alterne nell’isola sommerge gli uffici del Municipio di via Libertà. I “permessi” richiesti sono già un migliaio, ma sono destinati ad aumentare quando, a giorni, il sindaco Vincenzo Capezzuto firmerà la nuova ordinanza che blocca, in alcune fasce orarie, tutti i giorni, la circolazione di auto e motoveicoli, su tutto il territorio isolano.
Le motivazioni addotte nelle domande presentate sono tra le più varie.
Oltre i motivi di lavoro ( i lavoratori pendolari che quotidianamente si
spostano al porto per imbarcarsi e raggiungere il posto di lavoro in
continente, i pescatori che devono uscire in mare a tarda ora, i
commercianti che devono recarsi al negozio) la motivazione più gettonata
si riferisce a prestazioni di assistenza: mamme che devono assistere le
figlie che hanno partorito, figli che devono assistere i genitori
infermi, anziani che devono visitare i nipoti appena nati, signore che
si recano a fare compagnia a persone sole, volontari che assistono
persone portatrici di handicap, la cui esistenza risulta presente nel
20% delle 2500 famiglie dell’isola.
“E’ una vera è propria onda anomala – ironizza il dottor Giuseppe
Trotta, comandante della Polizia Urbana isolana , - che non possiamo
fronteggiare in alcun modo. Una vera e propria mania. Tutti vogliono il
“permesso” in deroga. A questa massiccia prestazione di assistenza
familiare e sociale, alquanto dubbia, fanno riscontro, al contrario,
motivazioni che denotano l’assenza totale di una minima coscienza
collettiva. E’ il caso della richiesta inoltrata da un gruppo di giovani
che ha chiesto di poter circolare col motorino , di sera, per
raggiungere il campo di calcetto. Chiaramente le richieste saranno
opportunamente vagliate, ma l’orientamento, specie nei mesi di luglio e
agosto, è un no drastico. Questioni di sicurezza stradale e di
inquinamento ambientale impongono sacrifici ad isolani e turisti”.
Quattro chilometri quadrati di superficie, una rete stradale, fatte di
viuzze, senza marciapiedi, lunga 34 chilometri, oltre diecimila tra auto
e motoveicoli appartenenti alla popolazione residente di 10 612
abitanti, a cui vanno aggiunti i veicoli dei possessori di abitazioni
iscritti nei ruoli della tassa rifiuti, a cui è consentito lo sbarco nel
periodo estivo, Procida rischia di perdere il suo bene più prezioso,
ovvero la tranquillità.
Proprio, in questi giorni, Toni Ponticiello, web designer napoletano
che ama Procida da sempre, ha dato alle stampe una guida dell’isola che
mira a “salvarla dal traffico e dai rumori”.
La mappa stepping disegna e
misura in passi tutti i possibili itinerari isolani da percorrere a
piedi, passo dopo passo. Spiega Ponticiello: “Procida è misurata in
passi e per percorrerla tutta bisogna farne solo seimila. Se si pensa
che l’Organizzazione mondiale della Sanità ha calcolato che diecimila
passi al giorno sono l’elisir di lunga vita, si capisce subito che
l’isola di Arturo, proprio per le sue ridotte dimensioni, possiede la
risorsa dell’avvenire”.
Seimila passi sono davvero pochi. Del resto, a Procida, il “passo” è un
termine familiare: è l’ unità di misura ( corrispondente a 1,63 metri)
che i pescatori usano per calcolare la profondità nei tratti di mare in
cui calano le reti. Tutto vero, tutto bello: il difficile sta ora nel
trasferire il “passo” da mare a terra e convincere automobilisti e
motociclisti a ragionar con la testa, per fare uso dei piedi e non di
auto e moto.
DOMENICO AMBROSINO
Ultimo aggiornamento : 13-06-2010 23:01
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