Procida – Una informativa della Prefettura di Napoli, pervenuta al Comune isolano, basata sulla vigente normativa antimafia, riguardante la cooperativa sociale “San Marco” di Napoli, socio di maggioranza della Sepa e gestore del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, ha indotto l’Amministrazione Comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Capezzuto, a revocare la concessione del servizio alla Sepa , con la rescissione contemporanea del contratto.
Successivamente, nella seduta urgente del Consiglio Comunale,
all’unanimità, è stato dato mandato al sindaco di avviare le procedure
per uscire dalla partecipata di cui il Comune detiene il 30% delle
azioni. Nel frattempo la Sepa continuerà ad espletare il servizio fino a
quando non sarà individuato un nuovo gestore esterno, attraverso una
pubblica gara d’appalto.
La vicenda parte da lontano in quanto, già un anno fa, la stessa
cooperativa “San Marco”, che aveva rapporti con altro comune del
napoletano, fu interessata da analogo provvedimento interdittivo, da
parte della Prefettura. Il tutto nasceva dal fatto che, nel 2000, detta
cooperativa aveva assorbito la coop “Adelfi”, controllata da Salvatore
Lezzi, condannato nel 1979 per tentata estorsione, rinviato a giudizio
per associazione camorristica nel 2003, ma successivamente assolto.
La
Prefettura, ritenendo possibile una certa contiguità tra il Lezzi ed
ambienti pericolosi, cosa che potesse condizionare la “San Marco”,
emise l’ inteddittiva nei riguardi di questa Coop. A questo punto, il
Comune di Procida, venuto a conoscenza, a mezzo stampa, del
provvedimento, si attivò presso la Prefettura per conoscere iniziative
da adottare a tutela. Intanto il TAR Campania, a cui la “San Marco”
aveva ricorso contro il provvedimento interdittivo, si espresse in
maniera favorevole alla cooperativa Nel marzo scorso, alla vigilia
delle ultime elezioni amministrative, anche al Municipio procidano
perviene un provvedimento interdittivo nei confronti della “San Marco”.
E, poi, il 12 luglio scorso, una nuova nota della Prefettura informa il
sindaco Capezzuto della situazione chiedendogli comportamenti adeguati a
riguardo.
Da qui, la risposta unitaria delle istituzioni locali per
allentare ogni ombra ed ogni dubbio: la revoca del servizio alla Sepa,
il ritiro del membro comunale dal consiglio di amministrazione della
società, la convocazione urgente del civico consesso, l’avvio delle
procedure per la “fuoriuscita” dal Comune dalla società partecipata.
Il dibattito in consiglio Comunale si è svolto con toni sostanzialmente
corretti, ma non sono mancati i momenti di tensione come quando il
principale gruppo di minoranza “Procida Insieme” ha accusato
l’Amministrazione di non aver saputo o voluto mettere fine ad una
situazione che proprio la minoranza aveva più volte denunciato. “Si
poteva sicuramente evitare l’onta del richiamo della Prefettura -ha
detto il capogruppo Dino Ambrosino .
Speriamo che si faccia ora tesoro
di questa esperienza negativa e per il futuro il Comune si limiti ad un
ruolo di indirizzo e controllo del servizio rifiuti, restando estraneo
alla gestione del servizio”. Anche Mariano Cascone del gruppo “La
Svolta” ha chiesto maggiore coerenza e trasparenza all’azione
amministrativa.
Intanto lunedì prossimo, riunione dei capogruppo consiliari per decidere
il percorso organizzativo del servizio rifiuti da intraprendere.
DOMENICO AMBROSINO
Ultimo aggiornamento : 13-08-2010 10:59
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