
Un trionfo. “Va e ritorna vincitor!” Questo l’augurio lanciato da un vecchio pescatore quando la barca procidana ha mollato gli ormeggi dalla banchina di Marina Grande, proprio di fronte agli uffici della Capitaneria di Porto, per partecipare al Palio di S. Anna ad Ischia. La previsione augurale si è rivelata pienamente “azzeccata”.
“Roma Caput Mundi”, la barca di Procida, si è aggiudicato il 13° Palio di S. Anna
(seconda la barca di Serrara Fontana con “Cleopatra”, terza quella
del comune di Ischia, con “Una tradizione … una storia… la festa”)
conquistando, contemporaneamente) anche il Premio “Funiciello” (miglior
bozzetto) e quello titolato a memoria del giornalista Domenico Di
Meglio, mitico direttore de “Il Golfo”, (maggior numero di applausi).
Il “Premio Nerone” è andato, invece, alla barca di Ischia. La
zattera procidana rappresentava una sezione del “Colosseo” – con tutti i
suoi tipici ordini architettonici ( archi, finestre, colonne), l’arena
in cui si svolgeva un combattimento tra dieci gladiatori, gli spalti
con l’imperatore, il pubblico (90 comparse) che assistevano alla lotta.
Il tutto animato dal suono di potenti squilli di trombe e rullar di
tamburi , con musiche eseguite in diretta da giovani musicisti. Le scene
erano illuminate da uno sfolgorio di luci che hanno richiesto l’impiego
di quattro generatori di corrente, con una potenza complessiva di 20
KW.
Fabrizio Borgogna, assessore comunale al Turismo, ha le lacrime
agli occhi: “Senza il contributo decisivo degli amici del comune di
Ischia, probabilmente gli affanni delle nostre casse comunali avrebbero
negato a Procida questa nuova grande soddisfazione che ha origini
antiche legate alla tradizionale processione dei Misteri pasquali”.
Sono loro, infatti, i protagonisti dell’evento: “I Ragazzi dei Misteri”,
l’associazione di circa 300 giovani procidani che ogni anno cura la
costruzione delle “tavole” iconografiche, rappresentanti momenti della
vita e della morte del Cristo, che poi vengono portate, a mano, in
processione, nelle strade del centro storico di Procida nel giorno del
venerdì santo. Altro che Viareggio!
Questi giovani (studenti,
marittimi, pescatori, operai, impiegati) hanno nella mente e nelle mani
la sapienza artigianale e artistica della costruzione, ereditata da
secoli e trasmessa da padre in figlio. Il presidente Michele Peruffo,
benzinaio, così racconta la costruzione e la scenografia della barca
vincitrice: “ Ci abbiamo lavorato un mese. Dopo l’elaborazione del
progetto, il disegno, le misure che dovevano rientrare nei 165mq fissati
dal regolamento, siamo passati alla costruzione dei vari moduli
successivamente da assemblare. Abbiamo consumato diverse tonnellate di
legname, 30.000 chiodi, 2500 tirafondi, 7000 viti. Una faticaccia, anche
perché dai locali del vecchio Carcere di Terra Murata ove è localizzata
la nostra sede – laboratorio, poi ci siamo dovuti spostare al porto di
Marina Grande per assemblare i pezzi sulla zattera, mantenuta a galla da
ben 150 fusti “.
La barca, ora, resterà alla fonda nel porto
per qualche settimana. E’ prevista la ripetizione della performance
ischitana per parteciparla ai procidani ( anche se i supporter
accompagnatori erano tanti) che non son potuti andare a godersela ad
Ischia ponte .
DOMENICO AMBROSINO
Ultimo aggiornamento : 13-08-2010 11:00
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