Nella notte del 6 gennaio brucia la Sala PIO XII della Chiaiolella. La chiesa annerita pare però si sia salvata dal fuoco.
In definitiva un grande spavento, un gravissimo episodio che però, fortunatamente, non ha portato a danni di nessun tipo alle persone. I danni alla chiesa, causati dall’incendio, dal fumo e dalle conseguenze di tutto ciò non sono ancora, allo stato calcolati, come, per il momento, non si conoscono le cause dell’incendio stesso.
La gente della Chiaiolella, e non solo, si è stretta con affetto attorno alla sua chiesa ed ha condiviso le ansie di don Marco e di chi si adoperava allo spegnimento dell’incendio.
C’è stato qualche momento di agitazione, ma , nel complesso le operazioni si sono svolte con ordine e con grande efficienza. Solo in un momento taluni, anche nella folla , sembravano spazientiti ed hanno invocato a gran voce l’intervento esterno dei Vigili del Fuoco dalla Terraferma , (o dalla vicina Ischia) che pure erano stati tempestivamente allertati. Ma la grande determinazione ed efficienza dei ragazzi della Protezione Civile è riuscita a portare in tempo utile al risultato migliore possibile , e l’intervento dei pompieri , risultato inutile, è stato fermato.
Dobbiamo dire che l’isola, se da un lato, come ha fatto notare qualcuno, si è sentita sola, appunto isolata, in una vicenda come questa, ha saputo mostrare la sua faccia migliore.
A parte la oramai conclamata capacità ed efficienza della protezione civile isolana, ci piace sottolineare anche la grande efficienza dei vigili urbani locali, che hanno gestito , con capacità e prontezza, tutto l’aspetto dell’ordine pubblico e la rapida interdizione al traffico dell’area.
E’ giusto dare anche a loro un riconoscimento perché questi ragazzi, talvolta criticati, magari qualche volta a ragione, in questa circostanza hanno mostrati di essere all’altezza anche delle emergenze cittadine.
Alcuni interrogativi , tuttavia permangono, come quella della messa in sicurezza della chiesa, dopo l’incendio, e quello, principale , delle cause stesse dell’incendio.
dal IL MATTINO del 7 gemmaio 2009 DOMENICO AMBROSINO
Ore di paura alla Chiaolella, la marina turistica di Procida. Un incendio nella sala parrocchiale Pio XII ha rischiato di mandare in fiamme l'attigua chiesa di San Giuseppe, dove arredi e strutture sono state annerite dal fumo. Solo dopo alcune ore i volontari della Protezione civile, guidati da Antonio Meglio, sono riusciti a spegnere il fuoco, sviluppatosi probabilmente a causa di un corto circuito in un locale dove erano deposti arnesi per i lavori di restauro del tempio. I danni sono ingenti. Ma nessun ferito. In chiesa doveva essere celebrata la Messa vespertina e per diversi minuti si è temuto che qualche fedele fosse rimasto intrappolato. «Erano le 17.30 - racconta Vincenzo Almini, uno studente della zona - quando ho visto uscire dalla porta della sala parrocchiale un filo di fumo. Ho dato l'allarme». Il parroco don Michele Ambrosino e il vice don Marco Meglio sono subito accorsi. Così come i giovani della Protezione civile, il maresciallo dei carabinieri Alessandro Pagliaroni, gli uomini della polizia municipale e un nutrito gruppo di volontari.
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